martedì 22 dicembre 2009

Acciaio inquinato


PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

ACCIAIERIE DI BORGO VALSUGANA. AMBIENTE E OCCUPAZIONE.
INTERVENGA LA PROVINCIA, LA SALUTE DEI CITTADINI DEVE ESSERE TUTELATA E GARANTITO IL FUTURO DEI LAVORATORI!

Il solito Capitalismo Criminale specula sulla salute dei cittadini, sui lavoratori, distrugge l'ambiente in nome del profitto. La famiglia Leali ha fatto questo e molto di più!
La giunta Provinciale agisce con superficialità, reticenza o collusione? Ognuno di questi atteggiamenti la rende colpevole!

L'APPA (Agenzia Provinciale per l'Ambiente) ha avuto un ruolo ambiguo e se non ha colpe allora vuol dire che è inutile. Chiediamo un azzeramento dei suoi vertici.
Subito controlli veri sulla filiera agro-alimentare e sui cittadini. Controlli veloci su acqua e terreni. Il cittadino vuole sapere, vuole verità!

La provincia deve mettere in atto un intervento di bonifica e nel frattempo garantire un salario equo per i 120 lavoratori che rischiano di perdere il posto.

Dopo anni di denunce inascoltate esce il "fattaccio", di chi è la colpa? Non certo dei cittadini della Valsugana, non certo dei lavoratori.
Il Trentino si sta rivelando come una delle province più inquinate d'Italia:
- terreni agricoli inquinati fino ad oltre un metro di profondità
- discariche per rifiuti normali usate per nascondere tonnellate di materiale tossico
- organi preposti incapaci a tutelare la salute dei cittadini
- potere politico connivente con i poteri forti sulla testa della popolazione

Uniamo la lotta per l'ambiente alla lotta per il lavoro; dividendoci faremo solo gli interessi di chi continua a rimestare nel torbido. La "guerra tra poveri" non paga!
Progettare una riconversione industriale in senso ambientale e le aziende siano gestite sotto il controllo diretto di lavoratori e cittadini.

RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!
MANDIAMOLI A CASA!


lunedì 21 dicembre 2009

Festività


L'anno che si sta chiudendo è stato per la sinistra drammatico. Dalla crisi elettorale sta rinascendo, però, un partito che ha voglia di combattere per un futuro diverso. Finalmente ci stiamo nuovamente muovendo e molte persdone stanno aderendo al partito. Manca, sinceramente, la militanza di alcuni dei vecchi iscritti che dovrebbero avere il compito di guidare il momento propizio a cui stiamo andando incontro. La nascita della Federazione della Sinistra piace e tanto, il polo comunista e anticapitalista, alternativo a PDL e PD può riempire quel vuoto profonda che manca a sinistra. Non esiste più opposizione nel parlamento ma può esistere partendo dalle strade, dai luoghi di lavoro. E' necessario essere a fianco di precari, disoccupati, lavoratori che ogni giorno stanno lottando per mantenere un posto di lavoro sempre più a rischio. In questi ultimi mesi, dove Rifondazione era presente, il riscontro c'è stato. Bisogna solo ritrovare il coraggio e lo stimolo di stare in mezzo gente, militanza è l'agire quotidiano per rilanciare l'emancipazione dei ceti sociali deboli, per combattere contro la distruzione dell'ambiente in nome del profitto, per uscire a sinistra dalla crisi, per costruire un processo politico di democrazia diretta che parte dal basso ed interviene sul presente.
Anche il partito e la Federazione della Sinistra dovranno sapere percorrere, al proprio interno, questa strada. Dovranno essere i militanti a determinarne la politica, a costruire percorsi dal basso, per un partito meno burocratico e più incisivo.
Il 2010 dovrà essere l'anno della ripresa, con lo sforzo di tutti.
Tanti auguri di Buon Anno a tutti


Francesco Porta

martedì 8 dicembre 2009

Incontro degli iscritti e dei simpatizzanti

Incontro degli iscritti e dei simpatizzanti del Circolo della Valsugana “Ora e Veglia”del Partito della Rifondazione comunista …esserci!

A PERGINE VALSUGANA

Lunedi’ 14 dicembre 2009

Ore 20.30 ( puntualità! )

SALA CANOPI

VIA CANOPI

( laterale sx Via degli alpini, dopo il nuovo teatro inutile…)


Ordine dei lavori

  1. Relazione del segretario USCENTE del Circolo Paolo Vitti sullo stato dello stesso.
  2. Relazione del segretario provinciale Franco Porta sul Partito in Trentino e sulla federazione della sinistra in Italia.
  3. Piano di rilancio dell’attività in Valsugana e in provincia.
  4. Intervento di David Lira sulla partecipazione.
  5. Prossime iniziative 8 marzo, festival dell’economia, fiaccolata della memoria, targa partigiana nei monti del Tesino.
  6. Nuovo blog web e facebook.
  7. Confronto e proposte.
  8. ELEZIONE DEL NUOVO SEGRETARIO DEL CIRCOLO E DEL NUOVO DIRETTIVO DEL CIRCOLO.

Auguri e brindisi finale…

Vorrei aggiungere dell’importanza della presenza di tutte e di tutti anche di chi abita nei paesi più sperduti.

Questo incontro offre l’occasione di scambiare idee, opinioni e di costruire relazioni, quindi attività. Siamo dell’idea che occorra lavorare meno ma lavorare tutti come si diceva in fabbrica il secolo scorso. Le problematiche non sono cambiate anzi sono aumentate e vedrete che non siamo per nulla fermi, caso mai siamo inadeguati perche non siamo in grado di intervenire nei vari settori di crisi. Ma assieme possiamo sicuramente migliorare il livello della nostra presenza.

Mi rendo conto di crisi e delusioni varie ma col piangersi addosso non risolveremo mai nulla.

Per questo le compagne e i compagni “renitenti” alla sfiducia e al grande fratello vi aspettano tutte e tutti.

PS. Questo incontro non sarà la solita solfa, provare per credere.

Ciao Paolo Vitti

Paolo 3491825267 paolovitti@libero.it

David 3406512275 lirowsky@yahoo.it

Giuseppe Benassi 3382880576

www.prc.tn.it www.prcpergine.blogspot.com www.baco.splinder.com

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lunedì 7 dicembre 2009



PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI - FEDERAZIONE DELLA SINISTRA


Trento, 7 dicembre 2009

Comunicato Stampa: Acciaierie di Borgo Valsugana. E i lavoratori? Intervenga la Provincia, nessun posto di lavoro deve andare perso!

Superficialità, reticenza, collusione? Qualunque di questi termini si voglia usare non assolvono l’Amministrazione provinciale trentina. Il problema ambientale, nonostante per molto tempo sia stato usato per farsene un vanto, attanaglia anche l’”ecologico” Trentino.

Discarica di monte Zaccon, TAV e questioni urbanistiche ed idrogeologiche ad essa connesse, inceneritore a Trento, crescita a dismisura della città capoluogo, “impossibile” bonifica dei terreni industriali a Trento nord, inquinamento per uso dissennato di fertilizzanti chimici che hanno avvelenato i terreni ad uso agricolo fino ad oltre un metro di profondità, emergenza abitativa e rischi di consumo totale del territorio del fondovalle, primato degli impiantisti nel rapporto con la montagna, caroselli sciistici e nuove piste addirittura dentro i parchi naturali, fino alla nomina a presidente della fondazione Mach di uno scienziato pro OGM, sono i più evidenti segnali di una emergenza ambientale e della assenza di una politica del territorio e per l’ambiente nella nostra provincia.

Adesso scoppia il caso delle Acciaierie di Borgo Valsugana. Non è certo una cosa che possa sorprendere, lo aspettavamo, era risaputo. Noi ci chiediamo da quanto tempo, però, si sapeva e non si interveniva, perché non si è intervenuto, quali collusioni hanno permesso che accadesse tutto questo.

La logica che tutto deve fare profitto ha generato e sta generando storture sempre più pesanti e chi paga sono la popolazione e l’ambiente nel quale viviamo.

Ma un’altra vittima, della quale pochi o nessuno parlano, rischia di pagare due volte: il lavoratore delle Acciaierie di Borgo Valsugana. Paga due volte perché subisce il disastro ambientale (e lavorandoci gli effetti dei veleni sono più evidenti) e perché vi è il concreto rischio di perdita del posto di lavoro.

120 operai vogliono dire 120 famiglie, vogliono dire incertezza di futuro, vogliono dire che a pagare sono sempre i ceti deboli, quei ceti che una certa politica asservita a cordate economiche, a centri di potere, che nulla dovrebbero avere a che fare con la gestione della cosa pubblica, hanno usato per farsi eleggere, hanno usato per i propri tornaconti, operai considerati poco più di un numero, di una macchina da produzione che viene dismessa quando non serve più, nella più pura logica del sistema liberista.

A questo punto chiediamo con forza un intervento concreto della giunta provinciale per i lavoratori che perdono o rischiano di perdere il lavoro, lavoratori che non hanno alcuna colpa e che devono vedere riconosciuto il diritto e la dignità di una certezza futura.

Questi lavoratori, non hanno potuto accumulare capitali, non hanno ricevuto i finanziamenti consistenti che hanno ricevuto banche e grandi imprese, sono stati solamente usati per creare profitto per altri.

Va conservato e recuperato un territorio, sia in senso di pulizia ambientale, sia con la conservazione del posto lavoro.

La Giunta Dellai deve intervenire, subito! La Giunta Dellai deve ora pensare ad una riprogettazione del lavoro in Trentino, di un piano di riconversione in senso ambientale della produzione, possibilmente con pubblicizzazione del lavoro, per l’ambiente, per la popolazione, per i lavoratori.


Francesco Porta
Segretario provinciale PRC

domenica 6 dicembre 2009

Per la Federazione della Sinistra: ce la dobbiamo fare!

Per l'autodeterminazione delle donne.




PD: il Bambinello è sotto l’albero…

Strano partito quello Democratico che imbastisce lunghe campagne contro le “escort” di Silvio e a Pergine affianca il centro destra firmando una mozione che chiede “la salvaguardia del concepito”.
Tradotto in soldoni un no secco all’aborto.

Degli altri della maggioranza non diamo citazioni in quanto nei fatti contigui al centro destra.
Solo Paola Bertoldi indipendente nel PD per il Gruppo Giovani Pergine ( considerata da molti come “inesperta”) ha detto NO: probabilmente è l’unica che ha letto la mozione natalizia di Degaudenz che il PD amante del presepio, commosso ha votato. Il centro destra intanto gongola della astuzia dell’avv. Degaudenz che ha tirato nel tranello la pochezza intellettuale del PD.

La vicesindaco si dichiara sorpresa, ne prendiamo atto probabilmente è occupata a progettare le due nuove “tangenziali” di Pergine che al sindaco Corradi sono apparse in sogno.
Dopo il lungo regno di Renzo Anderle vorrà lasciare uno sfregio pure lui…

Noi riteniamo che l’autodeterminazione delle donne sia basilare e vada difesa a fondo in questo momento dove è sotto attacco concentrico, attacco partito con i divieti sulla pillola RU 486.
Sabato 12 noi saremo in piazza a ribadire questo diritto, mentre venerdì 18 – ore 20.30 alla sala centro servizi il film “Il segreto di Vera Drake” sul tema.
Tutte e tutti sono invitate/i anche a leggere prima di firmare e ad aprire gli occhi.


Paolo Vitti
segretario

Circolo PRC
della Valsugana “ Ora e Veglia”

venerdì 4 dicembre 2009

Foto del volantinaggio di sabato 28/11/2009

Abbiamo pubblicato le foto del volantinaggio di sabato scorso riguardante il No Berlusconi Day e la riforma della scuola Dalmaso, le potete vedere sul nostro profilo di facebook CLICCANDO QUI (aggiungeteci tra gli amici se non l'avete già fatto!).



martedì 1 dicembre 2009

La stampa dice di noi che...

Da "L'Adige"del 22 dicembre 2009



Da "L'Adige" del 13 dicembre 2009




Da "L'Adige" del 16 dicembre 2009






Da "L'Adige" del 24 aprile 2009


Da "L'Adige" del 22 aprile 2009








lunedì 30 novembre 2009

La Federazione della Sinistra di Alternativa in Trentino


Dal sito di Rifondazione Comunista di Trento


Trento 30/11/2009

Mercoledì 2 dicembre, alle ore 16,00, presso la sede diRifondazione Comunista, a Trento in via Santa Margherita, 20, si terrà una conferenza stampa per illustrare il progetto della nascente Federazione della Sinistra che vedrà l’avvio di un processo di unità a sinistra di partiti, movimenti ed associazioni, alternativi all’attuale governo di centrodestra ealle sue politiche neoliberiste incapace di dare una risposta all’attuale crisieconomica, ma anche alternativi alla politica dell’attuale centro sinistra incapace di essere opposizione sociale, economica e politica e che spesso contraddittoriamente arriva ad avvallare le negatività dell’attuale governo.

Il progetto della Federazione della Sinistra vedrà impegnati il Partito della Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani, Socialismo 2000, l’Associazione Lavoro e Solidarietà. Oltre a questi partiti aderiranno vari movimenti di ispirazione ambientalista ed associazioni impegnate nella difesa dei diritti, della parità di genere e di orientamentosessuale.

E’ necessario dare una svolta alla storia della sinistra di questi ultimi anni, dove politiche miopi, per non dire scellerate hanno provocato una serie di scissioni ed un allontanamento progressivo degli storici ceti sociali di riferimento.

Si vuole dare una risposta disinistra alla gravissima crisi che sta attanagliando l’Italia ed il suo sistema economico di riferimento.

Si sta facendo pagare la crisi ai lavoratori, alle migliaia di disoccupati, ai pensionati, ai precari, agli studenti, ma anche agli artigiani ed ai piccoli commercianti. Questi saranno inostri settori di riferimento, a loro una risposta è dovuta, fatta non delle solite parole ma di proposte ed atti concreti.

Una fondamentale attenzione sarà rivolta anche ai problemi ambientali generati sempre più da un sistema che in nome del profitto sta distruggendo il nostro ambiente. La Federazione dovrà essere la svolta per la sinistra, deve nascere una sinistra capace di gestire il conflitto sociale, capace di una proposta alternativa ad un sistema dipotere mafioso e fascista che sta mettendo in ginocchio l’Italia. Sarà una sinistra che riparte dal basso dal cittadino, senza soluzioni di vertice e politiciste. Partirà dai bisogni reali di esseri umani da troppo tempo tenuti lontano dalle decisioni e che hanno subito negli anni decurtazioni di salari, di diritti, della capacità e della possibilità di incidere nella società.

RELATORI:

Franco Porta (segr. prov. PRC)

Giuliano Pantano (segr. prov. PdCI)

Mirko Carotta (PdCI)

Paolo Vitti (PRC)

David Lira (PRC)

domenica 29 novembre 2009

Intervista al segretario PRC Paolo Ferrero


Da Liberazione di domenica 29 novembre.


Dino Greco
Cosimo Rossi

Due coordinate luminescenti: “Invertire la coazione a ripetere le divisioni, rottamando il circuito che per 15 anni ha macinato la sinistra fino a provocarne la completa inattendibilità, e riposizionare esplicitamente il proprio baricentro nel conflitto sociale, che è un punto di riferimento decisivo”. Per Paolo Ferrero è attraverso questi due assi che dal prossimo sabato mattina deve incamminarsi la Federazione della sinistra, in quanto “principale bacino di coltura” attraverso cui dare consistenza a quella “massa critica” intesa a “mettere insieme tutti quanti sono disponibili a realizzare una sinistra autonoma, indipendente e strategicamente alternativa rispetto al Pd”.
E in quest’ottica il segretario del Prc considera “estremamente positiva” la partecipazione nel pomeriggio al No B day in cui si produco “spazi virtuali e forme di aggregazione che costruiscono coscienza”. Ovvero “lo spazio pubblico” di opposizione alla destra che è anche spazio abito da frammenti di progetto di alternativa.

D. Il “No B day” del prossimo sabato pomeriggio, può intendersi come una sorta di corollario, e insieme di verifica di piazza, dell’avvio del processo di Federazione della Sinistra e della sua sfida alla sinistra moderata del Pd?
R. Silvio Berlusconi è tendenzialmente un fascista, in quanto ha una concezione fascista del potere. Contro questo atteggiamento occorre realizzare una grande mobilitazione democratica. Per questo il 5 dicembre siamo in piazza con il No B day. E in questo senso sbaglia il Pd a non cogliere l’opportunità e la necessità di questa battaglia diretta nei confronti di Berlusconi in persona, per ciò che egli incarna simbolicamente. Così come, allo stesso tempo, bisogna far crescere i conflitti sociali sui punti di fondo, dalle questioni del lavoro in avanti, in quanto la forza del premier è quella di riuscire puntualmente a cambiare il terreno di discussione e far discutere di sé anziché dei problemi del paese. Invece dovrebbe rispondere riguardo ai problemi del paese rispetto ai quali non è in grado di produrre nessuna soluzione.

D. D’altra parte Berlusconi preferisce delineare scenari da “guerra civile”, che sarebbe frutto del complotto della magistratura insieme a parte dei suoi stessi alleati. In quest’ottica pensi che la minaccia di elezioni anticipate sia concreta o solo virtuale?
R. Francamente penso che si tratti più che altro di una minaccia. Non mi sembra che Berlusconi abbia veramente la forza per realizzare una tale spallata: non è d'accordo LA Lega che vuole finire l'iter dei decreti sul federalismo fiscale, non è schierata in quest’ottica la grande stampa e nemmeno Confindustria. Senza contare che sciogliere le camere è comunque una prerogativa del capo dello stato. Penso però che Berlusconi possa andare alle elezioni nel caso in cui si trovi davvero con le spalle al muro: per rivincerle e avere una maggioranza tale da mettere mano a ogni cosa, Costituzione compresa. Di conseguenza No B day e ripresa delle lotte sociali sono tutti interventi per arginare il tentativo berlusconiano di far saltare il banco e arrivare alle elezioni, così da poter poi cambiare la Costituzione col pugno di ferro, liquidare gli avversari e normalizzare gli alleati…

D. E nell’eventualità in cui il cavaliere provocasse le elezioni, le forze di opposizione, nelle loro differenti articolazioni, in che modo dovrebbero comportarsi per contrastare il disegno berlusconiano?
R. Sulla base del rischio di una torsione autoritaria connaturata al tentativo berlusconiano, noi sosteniamo anche l’esigenza di un accordo democratico tra tutte le forze di opposizione fondato sulla difesa della Costituzione: un accordo che permetta di battere Berlusconi e di modificare la legge elettorale, nel senso di un superamento del bipolarismo con una legge elettorale alla tedesca di matrice proporzionale.

D. Il No B day è nato soprattutto attraverso il tam tam sul web a cui ha aderito la Federazione della Sinistra e l'Idv. Ad oggi si profila giorno dopo giorno come una grande manifestazione. Rifondazione come pensa di capitalizzare la relazione con questo universo di forze in gran parte nuove e giovanili?
R. Secondo me intanto va segnato punto estremamente positivo: cioè il fatto che come Federazione di sinistra abbiamo avuto la prontezza e l’intelligenza di riconoscere questo protagonismo del popolo della rete e di aderire immediatamente alla manifestazione senz’altra pretesa. Le altre forze che hanno aderito, e non senza polemiche, lo han fatto tutte 10, 15 giorni dopo. Sono dunque molto felice di questa prontezza del partito nel mettersi subito in relazione con un fenomeno nato al di fuori di esso. Questa volta siamo arrivati in tempo e in forze all’appuntamento.

D. Di qui, come proseguire?
R. Penso che intanto ci sia il tema relativo a come si sta dentro la rete, producendo spazi virtuali e forme di aggregazione che costruiscano coscienza. Oggi, inoltre, nessuno è più in grado di fare da catalizzatore dell'opposizione in quanto tale: il che significa che dobbiamo concepire e realizzare sempre di più l’opposizione come una rete di relazioni tra soggetti politici e sociali, associazioni, aggregazioni spontanee. E' questa una evoluzione che dobbiamo avere della nozione di internità ai movimenti che abbiamo attuato a Genova.

D. Luigi De Magistris, intervistato da Liberazione, definisce il Prc come fondamentale per la costruzione di un’alternativa al berlusconismo. Pensi che da parte dell’Idv ci sia un effettivo accostamento ai temi sociali?
R. Nella semplificazione dello scontro del basso contro l’alto, che caratterizza la situazione italiana, l’Idv tende a coprire qualsiasi cosa si muova dal basso. In questo senso abbiamo oggettive convergenze o se volete una concorrenza sullo stesso terreno. Detto questo la cultura, le pratiche politiche e gli obiettivi dell’Idv sono molto differenti dai nostri: si presenta come forma di populismo di sinistra, a differenza di quello di destra proprio di Berlusconi. La possibile convergenza sulla pratica non toglie quindi una prospettiva strategica completamente diversa.

D. Pensi che quello dell’Idv verso le tematiche sociali sia uno spostamento strutturale?
R. Questo lo vedremo. Perché quando Di Pietro è stato al governo con Prodi ha rappresentato la destra: dalle questioni ambientali, a quelle del lavoro, ai diritti civili e il boicottaggio della commissione di inchiesta sul G8 di Genova. In Europa, poi, stanno nel gruppo liberal-democratico, che è a destra della Cdu. Al momento non è una collocazione stabile. Ma di sicuro oggi stanno facendo l’opposizione con caratteristiche diverse. Quindi noi ci troviamo con elementi di convergenza e, laddove si può, sono per fare le cose insieme, perché penso che questa opposizione vada rafforzata.

D. Questo mentre il Pd al momento si distingue per un immobilismo quasi supino…
R. Sì, ad oggi indubbiamente è così. Il profilo politico del Pd sui nodi di fondo continua ad essere completamente irrisolto e non ha una iniziativa tale da mettere in difficoltà l’azione del governo di destra.

D. Il governo risulta assolutamente incapace di contrastare gli effetti della crisi, reagendo anzi in modo repressivo. D’altra parte, il problema dell’unificazione delle lotte continua a non trovare risposta adeguata. Avendo più volte sostenuto che una svolta politica è davvero possibile solo marciando sul solco e al fianco dei movimenti sociali, cosa pensi di questo deficit di unità della lotte?
R. A me pare che ci sia un deficit su due piani. Uno è quello sindacale. La Cgil pur avendo fato alcune cose buone non ha una pratica neanche lontanamente prossima alla necessità. Per cui hai la gente colpita che è furibonda, mentre quelli che non sono immediatamente colpiti formano solo opinione pubblica. Una situazione così chiede la costruzione di un movimento politico di massa. Chiede cioè l’attivazione di un tessuto militante quotidiano, città per città, territorio per territorio, che determini una condizione diversa nell’agenda sociale delle persone, nella loro quotidianità e nella loro vita.

D. Tuttavia non ti pare evidente l’affanno della Cgil riguardo alla definizione e l’attuazione di una piattaforma unitaria?
R. La piattaforma ci sarebbe. Ma, per questioni di malriposto rispetto verso il potere e di relazioni politiche, non si produce una connessione tra quella piattaforma e l’azione concreta.

D. Perché? Per una sorta di deferenza verso il centrosinistra politico?
R. No, più precisamente per relazioni con Confindustria e per relazioni col Pd. Perché a Corso d’Italia pensano che il governo sia il nemico e che quindi gli alleati siano la Confindustria e il Pd. Quindi Epifani parla come un commentatore politico, in tv o sui giornali, ma non c’è una consequenzialità nell’azione politica. A questo si aggiunge il problema politico: mi sembra cioè che tra Pd e Pdl siamo al bon ton: anziché porsi di fronte al fatto che c’è un governo di destra che realizza una politica classista, siamo appunto al duello in punta di fioretto. Quindi non c’è l’opposizione politica. E quella di Di Pietro è un’opposizione urlata, non ha un impianto di ragionamento alternativo. Ciò rende tutto complicato, in quanto fa sì che le lotte tendano a rimanere separate, venendo a mancare un orizzonte sia di lotta che di prospettiva. Ed è qui che entriamo in ballo noi.

D. E in che modo?
R. Innestando sul disagio generato dalla crisi e sul lavoro sociale anche una massa critica sul piano politico: una massa critica che renda credibile un progetto di alternativa e di rovesciamento del liberismo, ma anche le parole d’ordine di lotta che permettano di unificare le forze e incidere nell’organizzazione del conflitto. La Federazione della sinistra è il bacino di coltura questa massa critica.

D. Cioè?
R: La federazione è l’idea di mettere insieme tutti quanti sono disponibili a realizzare una sinistra autonoma, indipendente e strategicamente alternativa rispetto al Pd, cioè alla sinistra moderata e social liberista: nella consapevolezza che non solo il liberismo è fallimentare e dispotico ma anche che la socialdemocrazia è defunta. Si tratta perciò del tentativo rottamare una volta per tutte l’automatismo che per 15 anni ha macinato ininterrottamente la sinistra fino a provocarne l’assoluta inattendibilità. In altre parole, la Federazione secondo me si sviluppa lungo due assi, che esplicitano due precise intenzioni: e cioè farla finita una volta per tutte con la coazione a ripetere divisioni successive fino a quella dell’atomo e riposizionare chiaramente il proprio baricentro nel conflitto di classe, che è un punto decisivo ed è ora di smettere di sminuirlo. Vogliamo provare a realizzare la Federazione attraverso queste due coordinate.

D. In questo senso è plausibile anche riannodare il rapporto con la sinistra diffusa, dei comitati, nonché con l’astensionismo cresciuto nell’ultimo decennio anche come atteggiamento punitivo verso le sinistre?
R. Ovviamente si. Il progetto della Federazione nasce da quattro forze che lo hanno promosso ma non è per nulla chiuso a queste quattro forze. I promotori vogliono essere coloro che rendono possibile un processo, che lo promuovono, con l’obiettivo di allargare con la logica del figliol prodigo.

D. Con quali regole?
R. Un meccanismo molto banale: nessuna forza può avere più del 50 per cento e ogni decisione deve essere assunta a maggioranza di due terzi. Appunto perché l’idea è quella di lavorare ad allargare. Sabato parte il percorso costituente attraverso cui ci si potrà tesserare alla federazione, oppure ai partiti, o potranno aderire gruppi o associazioni in quanto tali: per arrivare allo svolgimento di un congresso costitutivo nel 2010 in cui varrà il principio “una testa un voto”.

D. Col che il Prc, come un singolo movimento o collettivo, continueranno tutti a vivere delle proprie libere elaborazioni e legittime aspirazioni al di là di quanto realizzeranno nel territorio comune della federazione.
R. Ovviamente, come abbiamo detto a Chianciano Rifondazione vive per l'oggi e per il domani. La questione a me pare abbastanza semplice. E’ evidente, per esempio che la federazione dovrà assolvere al ruolo istituzionale, che ci si propone di andare insieme alle elezioni. Questo esalta il ruolo del nostro partito che avrà molto più da fare sul piano delle relazioni sociali e della costruzione di cultura politica adeguata alla prospettiva della rifondazione comunista. La Federazione E’ la costruzione di uno spazio pubblico di dibattito e azione politica: tu non è che ti dilegui nello spazio pubblico, lo abiti.