sabato 8 ottobre 2011
martedì 23 agosto 2011
Sabato 3 settembre 2011 - La Resistenza delle donne
Sabato 3 settembre 2011 – Altopiano del Tesino ( Trentino )



Trento – Bolzano – Belluno – Feltre
col patrocinio di ANPI nazionale - Presidenza della Provincia Autonoma di Trento – A.N.A. Trento
PROGRAMMA
Castello Tesino: arrivo ore 9.30
Partenza a piedi per il lago di Costabrunella. Presso la diga il battaglione partigiano aveva una delle sue sedi operative e in questa località, il 15 settembre 1944, un rastrellamento nazifascista uccise il
COMUNICATO DEL CIRCOLO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DELLA SINISTRA "ORA E VEGLIA" DI PERGINE VALSUGANA:
A 67 anni dal rastrellamento nazifascista al lago di Costabrunella del 15 settembre 1944 che costò la vita a“ Fumo” Isidoro Giacomin comandante del battaglione Gherlenda, vogliamo con questa salita al lago ( da quota 1402 a quota 2021 ) ricordare guerra partigiana per la Libertà che portarono alla Repubblica e alla Costituzione. Ricordare inoltre tutte le Donne della Resistenza, attraverso le persone e gli ideali delle Medaglie d’Oro alla Resistenza Ancilla Marighetto (ORA) e Clorinda Menguzzato (VEGLIA). Giovanissime, donne, partigiane e combattenti del battaglione Gherlenda, assassinate dai nazi-fascisti con modalità ed in posti differenti pochi mesi dopo il rastrellamento di Costabrunella. Questa salita ad una delle basi del Gherlenda è dedicata a loro ma anche a noi, alla nostra libertà, quella dataci dalla Resistenza.

INFO: come arrivare
Nel Tesino ( Trentino ) si arriva uscendo dalla Strada Statale 47 della Valsugana seguendo le indicazioni Altopiano del Tesino. Si attraversano i paesi di Strigno quindi e di Bieno e attraverso il valico di Pradellano si entra nell’Altopiano incontrando il paese di Pieve Tesino m. 843 ( dalla Statale a Pieve Tesino sono una decina di km. ) Arrivati a Pieve Tesino si seguono le indicazioni Castello Tesino che dista pochi km. Dopo la cerimonia a Castello Tesino si ritorna indietro verso Pieve Tesino. All’inizio del paese prima di un distributore di benzina si trova un incrocio: si prende la strada di destra indicazione Val Malene ( in salita e molto angolata ). Da qua a malga Sorgazza ( parcheggio e bar ristorante )sono una decina di km di strada asfaltata con varie curve ( suonare! ) specie nel tratto finale, non molto ampia e si raccomanda quindi la massima attenzione. Il sentiero Sat 328 che parte da malga Sorgazza per Costabrunella ha un dislivello di circa 550 m, il primo tratto si sviluppa ripidamente attraverso il bosco su tracce di vecchie mulattiere della 1 guerra mondiale. Il secondo tratto entra nei pendii erbosi sotto la diga del lago di Costabrunella, la costeggia sotto il muraglione per arrivare alla casa del custode ( anche lui partigiano ) dove nel 1944 aveva sede l’unità partigiana del battaglione Gherlenda e dove fu sepolto il comandante “ Fumo” dopo il rastrellamento nazi fascista del 15 settembre 1944. Rientro dallo stesso sentiero
martedì 5 luglio 2011
mercoledì 18 maggio 2011
martedì 17 maggio 2011
5° EDIZIONE DELLA
FIACCOLATA della MEMORIA
Dal manicomio di Pergine Valsugana il 26 maggio 1940 furono deportati 299 “matti e
diversi. Partirono dalla locale stazione ferroviaria per essere trasferiti nelle varie cliniche
della morte o nei campi di sterminio del Terzo Reich
CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE PASSATA PRESENTE E FUTURA
VENERDI 27 MAGGIO 2011 PERGINE VALSUGANA:
ORE 20.30 PARTENZA FIACCOLATA da EX MANICOMIO di VIA SAN PIETRO
ORE 21.00 POSA DELLA TARGA IN MEMORIA DELLE VITTIME DEL T4 PRESSO LA
STAZIONE FERROVIARIA DA PARTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
ORE 21.30 CONCERTO dei Frankenstein Cognitive Science in PIAZZA DELMUNICIPIO

CIRCOLO di RIFONDAZIONE COMUNISTA
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
dell' ALTA VALSUGANA “ORA E VEGLIA"
Il nazismo sterilizzò e poi sterminò con la complicità di medici, infermieri, burocrati, ostetrici e psichiatri almeno 400 mila handicappati,
disabili, ritardati mentali e pazzi con lo scopo di «purificare il sangue della nazione» e per risparmiare nel bilancio della sanità su
persone considerate improduttive, considerate vite indegne di essere vissute.
La testimonianza diretta*:
«La Fiaccolata della memoria è utile per ricordare quel fatto, io c'ero, li ho sentiti e visti. Oggi la storia viene rifatta,
invece io posso raccontarla per far conoscere quanto è accaduto». Dopo molti anni di silenzio tombale, ora c'è chi testimonia
l'uscita dei 299 pazienti dal manicomio di Pergine Valsugana, diretti Oltrebrennero.
È Emilio Loss , 88 anni ben portati. Nel soggiorno di casa sua, alle Torri di Villazzano, rammenta con lucidità quel gruppo di donne e
uomini accompagnati da personale d'assistenza. Il loro breve cammino in centro città, il 26 maggio 1940. Uscirono dagli edifici
manicomiali per imboccare via Battisti, procedendo in viale Alpini e viale Dante fino alla stazione ferroviaria. Poi tutti sul treno, diretti in
Germania. Tornarono in pochi. Loss era a Pergine Valsugana, giovane sergente del 61° reggimento di fanteria «Trento» di stanza nelle
caserme Diaz del capoluogo provinciale. Era volontario, nato povero a Caoria in Primiero, la divisa gli era sembrata una possibilità di
sopravvivenza.
A Pergine era alloggiato assieme ad un battaglione in un capannone dismesso di un'azienda di imballaggi a ridosso del campo sportivo
di viale Dante. «In un tardo pomeriggo di maggio, era il 1940, abbiamo visto sui binari della stazione ferroviaria due vagoni con le
finestre sbarrate, come i cellulari che trasportano i detenuti. Guardammo con curiosità. La gente del posto ci disse che trasportavano i
matti di lingua tedesca, quelli delle famiglie che avevano optato per andare in Germania». Delle opzioni Loss sapeva, lo racconta,
ricorda che la cosa allora faceva molto discutere. Torna in caserma con i suoi compagni. «Al mattino dopo, eravamo ancora a letto ed
era buio, sentiamo lo scalpiccio in strada di molte persone, donne ed uomini ed un vocio come di scolari alla ricreazione». Sono i
pazienti del manicomio, una volta tanto fuori dai recinti, oltre le sbarre ed i muri di perimetrali ai padiglioni in cui erano reclusi. «Mi
sembravano contenti, forse credevano di fare un bel viaggio, era una frotta di gente, come un gregge di pecore liberate dal recinto,
venivano da dietro la chiesa (da via Battisti, dietro la parrocchiale della Natività, ndr), poi sono scesi lungo il viale centrale e la statale
(viale Dante allora lo era, ndr). Dopo un po' abbiamo guardato verso la stazione. I due vagoni non c'erano più».
Non erano pecore ma persone, liberate per un po', di notte, ignare della sorte che le attendeva. Per loro avevano deciso altri.
Ripensandoci anni dopo, Emilio Loss ha capito e quanto accaduto è impresso a fuoco nella sua memoria. Ne ha scritto, il ricordo è
all'interno di otto fascicoli manoscritti in cui racconta la sua vita e la sua esperienza in divisa. Il titolo: «Memorie inutili di un
ottuagenario», iniziate nel 2000. Vita ricca di esperienze.
Ricorda la Tesero deserta nel giorno del discorso del Duce con l'annuncio dell'entrata in guerra. «Non c'era nessuno in strada, sole le
scuole e noi. E la banda militare nelle vie. Fu una chiara protesta silenziosa». Poi lo spediscono in Africa, in prima linea. Durante la
battaglia di El Alamein viene catturato e rimane in prigionia (inglese) fino al 1946. Tre anni dopo torna a Caoria e dal 1954 al 1973 è
segretario comunale di Canal San Bovo.
La guerra cos'è?
Una cosa tremendamente stupida: puoi vedere trincee fatte con sacchi di farina mentre noi crepavamo di fame. Ci aveva
allattati il fascismo, Hitler ci veniva descritto come un dio, capimmo dopo che quella era una banda di delinquenti!
* TESTIMONIANZA DIRETTA DI EMILIO LOSS TRATTA DALL'INTERVISTA DI MARIO ANELLI (ADIGE DEL 22 MAGGIO 2008)


giovedì 5 maggio 2011
domenica 17 aprile 2011
sabato 16 aprile 2011
Congratulazioni ai comitati, LA LOTTA E LA PARTECIPAZIONE DAL BASSO possono cambiare davvero le cose! + volantino referendum
Rifondazione comunista e la Federazione della sinistra sono con voi!
Inoltre non possiamo non sostenere che un futuro migliore passerà solo attraverso la DEMERCIFICAZIONE DELLA SOCIETA' perchè risulta oramai evidente che questi vent'anni di pensiero unico hanno provocato tali disastri ambientali, sociali e economici quali ad esempio l'accentuarsi dei cambiamenti climatici, le numerose guerre, la crisi economica, l'aumento i delle ingiustizie sociali, il precariato etc... che richiedono un ripensamento radicale del mondo che vogliamo. Nel 2001 a Genova contro questo sistema gridavamo: "questo mondo non è in vendita" per mettere in guardia dai rischi che correvamo seguendo in modo acritico il modello neoliberista, sconfitti allora, crediamo oggi alla luce dei fatti di oggi poter dire che avevamo ragione noi!
Ora un invito: il 12 e 13 giugno c'è un'altro importante appuntamento per difendere i BENI COMUNI i referendum CONTRO IL NUCLEARE, PER L'ACQUA PUBBLICA!
partecipate numerosi e diffondete l'informazione
martedì 12 aprile 2011
LA RAI CI CENSURA E NOI PROTESTIAMO: TOGLIETECI IL BAVAGLIO!
domani pomeriggio mercoledi 13 aprile alle ore 16 la Federazione della sinistra del Trentino organizza un presidio davanti alla sede Rai di via Perini a Trento per protestare in concomitanza con il resto d'Italia, contro l'oscuramento mediatico in atto nei nostri confronti sia a livello nazionale che locale.
guarda il video appello di Rosa Rinaldi http://youtu.be/-QgdZ_8Su5E
Crediamo che in Trentino abbiamo da rivendicare le tante attività svolte dai circoli territoriali, la nostra costante presenza in comitati, associazioni, nelle manifestazioni, in sintesi la nostra concreta e utile presenza sul territorio a fronte di una scarsa/assente copertura mediatica.
Chiederemo un'incontro con il direttore della Rai di Trento per dire che ci sono 10 buoni motivi per non censurare la Federazione della sinistra:
1) Perché la FDS difende la Costituzione, e con essa, la libertà di informazione.
2) Perché la RAI, in quanto servizio pubblico, pagato col canone dai cittadini e dalle
cittadine, ha dei precisi doveri nel fornire una informazione corretta e completa.
3) Perché la FDS esiste, ed è in ogni lotta per la pace,il lavoro, i diritti sociali e
civili, i saperi, la cultura, la libertà di informazione, contro l’omofobia e la violenza
maschile sulle donne: ma non esiste nella informazione la RAI.
4) Perché le bandiere della Federazione le trovate in ogni lotta, anche se non le
vedete in televisione.
5) Perché l’informazione politica non può essere ridotta a spettacolo mediatico:
anche se il pensiero critico, secondo alcuni, non fa audience.
6) Perché la FDS si batte contro Berlusconi e anche contro il berlusconismo, contro
la riduzione della politica a spettacolo per un pubblico passivo, a teatrino recitato
dai leader nell’epoca del bipolarismo: l’informazione e la politica del bipolarismo
sono impermeabili al conflitto. Per questo oscurano i conflitti, ci cancellano.
7) Perché i poteri forti ci vogliono cancellare dalla comunicazione per cancellarci
dalla realtà.
8) Perché ci battiamo per la libertà di informare ed essere informate/i di tutte/i:
per questo non accettiamo bavagli.
9) Perché non si può raccontare questo Paese solo con barzellette, casi umani,
problemi politici ridotti a cronaca nera, reality show che cancellano la realtà: siamo
uomini e donne col megafono siamo la voce di tante lotte, di tante speranze.
10) Perché siamo comunisti/e e di sinistra, siamo diversi, siamo lontani dalla politica
leaderistica che il circuito mediatico alimenta.
Per noi la libertà è partecipazione, la speranza è conflitto. >Vogliamo un mondo migliore per tutte/i. Senza esclusioni
Car* compagn*
domani pomeriggio mercoledi 13 aprile alle ore 16 la Federazione della sinistra del Trentino organizza un presidio davanti alla sede Rai di via Perini a Trento per protestare in concomitanza con il resto d'Italia, contro l'oscuramento mediatico in atto nei nostri confronti sia a livello nazionale che locale.
guarda il video appello di Rosa Rinaldi http://youtu.be/-QgdZ_8Su5E
Crediamo che in Trentino abbiamo da rivendicare le tante attività svolte dai circoli territoriali, la nostra costante presenza in comitati, associazioni, nelle manifestazioni, in sintesi la nostra concreta e utile presenza sul territorio a fronte di una scarsa/assente copertura mediatica.
Chiederemo un'incontro con il direttore della Rai di Trento per dire che ci sono 10 buoni motivi per non censurare la Federazione della sinistra:
1) Perché la FDS difende la Costituzione, e con essa, la libertà di informazione.
2) Perché la RAI, in quanto servizio pubblico, pagato col canone dai cittadini e dalle
cittadine, ha dei precisi doveri nel fornire una informazione corretta e completa.
3) Perché la FDS esiste, ed è in ogni lotta per la pace,il lavoro, i diritti sociali e
civili, i saperi, la cultura, la libertà di informazione, contro l’omofobia e la violenza
maschile sulle donne: ma non esiste nella informazione la RAI.
4) Perché le bandiere della Federazione le trovate in ogni lotta, anche se non le
vedete in televisione.
5) Perché l’informazione politica non può essere ridotta a spettacolo mediatico:
anche se il pensiero critico, secondo alcuni, non fa audience.
6) Perché la FDS si batte contro Berlusconi e anche contro il berlusconismo, contro
la riduzione della politica a spettacolo per un pubblico passivo, a teatrino recitato
dai leader nell’epoca del bipolarismo: l’informazione e la politica del bipolarismo
sono impermeabili al conflitto. Per questo oscurano i conflitti, ci cancellano.
7) Perché i poteri forti ci vogliono cancellare dalla comunicazione per cancellarci
dalla realtà.
8) Perché ci battiamo per la libertà di informare ed essere informate/i di tutte/i:
per questo non accettiamo bavagli.
9) Perché non si può raccontare questo Paese solo con barzellette, casi umani,
problemi politici ridotti a cronaca nera, reality show che cancellano la realtà: siamo
uomini e donne col megafono siamo la voce di tante lotte, di tante speranze.
10) Perché siamo comunisti/e e di sinistra, siamo diversi, siamo lontani dalla politica
leaderistica che il circuito mediatico alimenta.
Per noi la libertà è partecipazione, la speranza è conflitto.
Il coordinatore responsabile e referente di questa iniziativa è il compagno FRANCESCO CAPODANNO - francesco.capodanno@gmail.com cell. 3207909074
| | TRENTO |
lunedì 28 marzo 2011
RIBELLISSIME 2011
| SOCIAL FILM + DIBATTITO: ROSA L. di Margherithe Von Trotta
Nel gelido carcere di Wronke, nella Germania, Rosa Luxemburg scrive le sue memorie epistolari, dall'infanzia nella zona russa della natia Polonia all'inquieta adolescenza vissuta tra i fermenti e gli scontenti sociali di fine '800, che preparano la rivoluzione dell'ottobre 1917. Colta, indipendente e decisa, nonostante il delicato sentire, sperimenta presto le carceri zariste per le sue idee e la sua attività rivoluzionaria . Passata in Germania, si dedica al giornalismo di sinistra, ai viaggi e all'attività politica di opposizione, con Leo Jogiches, di cui condivide in politica idealità e azione. A Berlino entra nella lega antibellica Spartakus, nonostante l'opposta idea dei socialdemocratici che si sono schierati per l'intervento, e finisce in carcere. Perduto in guerra il giovane Kostja, cui si era sentimentalmente, viene liberata alla fine del conflitto, per dedicarsi nuovamente, tenace e irriducibile, alla lotta politica. Finchè, coinvolta nei moti rivoluzionari del 1918, viene assassinata dai militari al potere nel gennaio 1919. SEGUE DIBATTITO: LE DONNE NELLE LOTTE DI OGGI CON: FRANCESCA CAPRINI: COMITATO ACQUA PUBBLICA DEL TRENTINO ROSA FINOTTO: NUOVE RESISTENZE CHAFEI ATIKA: ASSOCIAZIONE A.M.A. ZORIZA DUSMANN: FILCAMS CGIL DEL TRENTINO |
SALA CANTIERE COMUNALE VIALE DELL'INDUSTRIAPERGINE VALSUGANA

